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Cascina Folletto è una piccola Azienda Agricola della Valle Scrivia nel cuore della Frascheta, tra Tortona e Novi Ligure.
Andrea, Andreina e Maria Rosa vi coltivano con passione le Fragole Profumate di Tortona e le Fragole Dolci del Folletto, i Ceci di Merella e lo Zafferano della Frascheta.
Poi, nel laboratorio, producono e confezionano Golose Conserve che allietano i palati dei buongustai!
Infine, nella bella casa di fine ‘700, accolgono gli ospiti nel Bed&Breakfast per qualche giorno di relax, per un giro in Mountain Bike nel Parco del Torrente Scrivia o per un tour alla scoperta delle meraviglie enogastronomiche del territorio.
(Presidio Slow Food e Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte) La “Profumata di Tortona” è una cultivar autoctona, già conosciuta e coltivata nel tortonese dal 1500. Questa fragola, appartenente alla specie Fragaria moschata, è di colore rosso scuro tendente al violaceo in superficie, mentre internamente la polpa, tenera e succosa, è bianca. È caratterizzata da un inebriante sapore dolce e da un inteso e penetrante aroma moscato, da cui il nome di Fragola Profumata. Inoltre ciò che la rende così rara e pregiata è la limitata disponibilità sul mercato: viene raccolta tra fine di maggio e metà giugno e la sua estrema delicatezza la rende così deperibile da dovere essere raccolta al mattino e consumata in giornata.
Sono le fragole coltivate a Cascina Folletto: nel bel fragoleto esposto al sole, le fragole maturano vicino alla pianta in pieno campo e vengono raccolte solo quando il loro grado zuccherino stuzzica i palati di tutti i golosi!
(Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte) Sia detto subito: il Cece di Merella non è una varietà autoctona con caratteristiche esteriori che lo distinguono da tutti gli altri. Nemmeno è coltivato con metodi particolari, diversi che altrove. Ciò che ne costituisce la tipicità è soprattutto il sapore e poi la consistenza e la finezza della polpa, l’insieme delle sensazioni al palato che ne fanno davvero un prodotto non comune, unico nel suo genere. Le ragioni di queste sue specificità possono essere tante, ma la principale va individuata nella natura del terreno. La terra di Frascheta – e Merella, frazione di Novi Ligure, è per intera in terra di Frascheta – è dono della Scrivia ed è fatta di argilla e di sassi, è arida, di per sé non fertile, ma è sicuramente ricca di elementi che sfuggono all’osservazione superficiale, che arricchiscono di qualità peculiari tutto ciò che vi si coltiva. Ed i ceci, straordinaria risorsa alimentare in un’economia contadina semplice e frugale, vi si coltivano da sempre e da sempre sono apprezzati dagli intenditori per la loro bontà.
Sono le confetture, le composte, le marmellate, le salse e le mostarde di frutta e verdura che nascono dal connubio tra la tradizione contadina (della conservazione del cibo oltre la sua naturale stagionalità) e la fantasia innovativa di MariaRosa e Andreina, che nel laboratorio creano ogni volta qualche appetitosa novità da proporre a tutti gli amanti della buona cucina.
“Chi prepara conserve cerca l’immoralità… Chi farebbe mai più marmellate se non avesse la speranza di vivere almeno il tempo di poterle mangiare?”
la Frascheta è la vasta regione che si estende tra Novi, Tortona e Alessandria, sino alla sponda sinistra del Torrente Scrivia. Il nome deriva da “frasca”, ossia ramo d’albero, per ricordare il periodo in cui vi lussureggiava una grande foresta (la “Silva Danea”). Questa grande estensione boschiva si era sostituita, nel corso dell’Alto Medioevo, ai campi ben coltivati e ripartiti ordinatamente in centurie dell’epoca romana. Furono poi gli ordini monastici, in particolare i Cistercensi, di cui è testimonianza la bella Abbazia di Rivalta Scrivia, ad occuparsi della bonifica, dando nuovo vigore all’agricoltura (grazie anche ad imponenti opere idrauliche, quali rogge e canali, ancora oggi utilizzati).
La Frascheta è la regione di pianura compresa tra Alessandria, Novi Ligure e Tortona. A partire dal Medioevo la coltivazione dello Zafferano era molto diffusa in questa parte di territorio italico. I motivi erano dovuti alla particolare vocazione climatica-ambientale e alla posizione strategica di passaggio per i traffici commerciali lungo la Via del Sale. Infatti la Terra di Frascheta, composta di argilla e sassi, arida e non fertile, soggetta a bassa piovosità,accoglieva bene la coltura di questo fiore (Crocus sativus) che, piantato in Agosto, sboccia nei campi durante il mese di Ottobre. Della sua coltivazione ne è rimasto ricordo solo nella memoria dei nostri avi, che, insieme alla pianta del gualdo, utilizzavano lo zafferano per la tintura dei tessuti. L’Azienda Agricola Cascina Folletto, continuando la tradizione, ha riportato questa finissima spezia sulle tavole dei piemontesi …e non solo!